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Tratto dalla rivista AD Un sublime capolavoro nella Basilica di S.Zeno a Verona Migliaia di persone meditano dinnanzi a un grande Cristo crocifisso ammirandone il senso prospettico, la magistrale resa cromatica, la luce, la disposizione di masse e volumi che fanno di quest'opera un pezzo da museo, un'opera che non teme collocazioni, fra le più altisonanti. L'autore che, tuttora dipinge e scolpisce nella sua casa veronese è Aladino Ghioni, uno dei nomi più prestigiosi della pittura ipersurrealista, come lo hanno giustamente definito i critici internazionali. Le sue opere sono impregnate di colori fantasmagorici: ogni quadro è un "mondo" da scoprire e mette in risalto la personalità di quest'artista. E' stato premiato con ambiti trofei, quali la "tavolozza d'oro" a Milano, a Roma la "medaglia d'oro del Senato della Repubblica", nell'anno 1969 ha ricevuto il "premio dell'Ambasciata Americana" e molti altri attestati sia in Italia che all'estero. Riviste specializzate, quotidiani, Rai TV e produzioni cinematografiche si sono interessati della vulcanica fantasia di Aladino Ghioni che non è mai fine a sé stessa, ma parte integrante di un mondo psichedelico profondamente sentito, dove sogno e realtà raggiungono un perfetto equilibrio. I. Borghese
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